Lucio Patone

Competenze

Intelligenza artificiale applicata e integrazione dei sistemi

Intelligenza artificiale che sta in produzione tutti i giorni, sui processi che pesano davvero. E i sistemi che finalmente si parlano, senza buttare quello che funziona.

Le due cose stanno in una pagina sola perché in azienda sono la stessa cosa. Un assistente AI che non vede i dati veri è una demo. Un modello che legge i documenti ma non sa agganciarli al gestionale ha spostato il lavoro, non l'ha tolto. L'intelligenza artificiale utile è quasi sempre un problema di integrazione travestito: il valore non è nel modello, è nel tubo che porta i dati dentro e i risultati fuori.

Cosa metto in produzione

  • Documenti che si leggono e si archiviano da soli. Acquisizione dal punto in cui il documento nasce, classificazione ed estrazione con un modello, aggancio ai dati del gestionale, archiviazione indicizzata. Con una coda di revisione umana per i casi in cui il modello non è sicuro, perché è quella che fa reggere l'automazione nel tempo.
  • Assistenti che rispondono sui dati aziendali. Domande in italiano, risposte costruite eseguendo interrogazioni sui dati veri, con i permessi di chi chiede e in sola lettura.
  • Agenti che eseguono processi. Non solo rispondere: fare. Un passaggio ripetitivo che coinvolge tre sistemi diventa una procedura che gira da sola e chiede aiuto solo quando serve.
  • Integrazione fra sistemi. Il gestionale storico, il cloud, i servizi esterni, i fogli di calcolo che nessuno osa toccare. Far parlare quello che c'è costa quasi sempre meno che sostituirlo.
in esercizio · oltre 100.000 documenti gestiti, circa 110 al giorno lavorativo classificati e archiviati senza intervento umano; assistente sui dati aziendali in uso quotidiano

Il principio: l'uscita di sicurezza

Un'automazione che non prevede l'eccezione umana viene abbandonata al primo caso strano, e a ragione. Per questo ogni sistema che costruisco ha un punto in cui, quando il modello non è sicuro, non tira a indovinare: mette il caso in coda e chiede. Una persona guarda, conferma o corregge, e il sistema impara. Non è una toppa: è la ragione per cui queste cose stanno in produzione da anni invece che da un trimestre.

Il secondo principio riguarda i dati: restano dove sono, con i permessi che hanno. L'AI aggiunge un'interfaccia sopra gli stessi dati, per le stesse persone, con contratti e configurazioni che escludono l'uso dei vostri dati per addestrare i modelli.

Da leggere: Centodieci documenti al giorno, senza che nessuno li tocchi · Chiedere al gestionale in italiano

Come si parte

Da un processo solo, quello che fa più male, scelto insieme guardando dove si accumulano ore e errori. Le prime settimane devono già restituire qualcosa di usabile: se un progetto di AI ha bisogno di sei mesi prima di mostrare un risultato, il formato è sbagliato, non la tecnologia.

C'è un processo in azienda che consuma ore e produce errori? È da lì che si parte.

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